ICON-CH1-DS-SM

Downscaling a 90 m per San Marino — Documentazione tecnica e divulgativa
Sistema v3.4 — 48 mappe DS-SM 90 m (per San Marino) + 23 mappe ICON-CH1-EPS 1 km ensemble (per Alpi e Italia centro-settentrionale) — 7 settori DS-SM + 6 settori ICON-CH1-EPS nativi (CNV, WND, PL, GEN, MSC, PRP), UTCI completo, gradiente ML atmosferico bi-variabile (T + Td con P ICON effettiva), cloud immersion, 5 pacchetti di parametri fisici DS-SM (LCL/cloud immersion, fog split radiativo/versante, visibilità Gultepe 2006, ET0 aspect-corrected, CAPE/CIN Surface-Based Bolton 1980) — Aggiornato 21 aprile 2026

Riarticolazione dei parametri convettivi (aprile 2026)
I parametri di diagnostica convettiva non fisicamente downscalabili a 90 m (CAPE/CIN Most-Unstable, LCL/LFC/EL, wind shear, BRN, wind a quote pressione, PWAT, cloud top/thickness) sono stati migrati al modello sinottico ICON-CH1-EPS nativo a 1 km, dove girano su ensemble 11 membri (con statistiche mean/spread/prob) e coprono un'area estesa Alpi+Europa centrale (~1800×1300 km). Restano in DS-SM 90 m solo i parametri che sfruttano veramente il DEM ad alta risoluzione (CAPE/CIN Surface-Based con parcel T2m/Td2m downscalati, LCL derivato localmente, fog split con CAPI morfologico, visibilità con fog boost, ET0 con radiazione orografica). Vedi sezione “ICON-CH1-EPS Convection Diagnostics” in fondo.

Glossario e acronimi

ICON — ICOsahedral Non-hydrostatic model: modello meteorologico numerico sviluppato dal servizio meteorologico tedesco (DWD) e da MeteoSwiss (servizio meteorologico svizzero).
ICON-CH1-EPS — Versione svizzera di ICON a ~1 km di risoluzione con 11 membri ensemble (previsioni probabilistiche). EPS = Ensemble Prediction System.
DS-SM — Downscaling San Marino: il sistema di raffinamento descritto in questo documento.
DEM — Digital Elevation Model: modello digitale del terreno, una mappa delle quote sul livello del mare a 90 m di risoluzione.
IDW — Inverse Distance Weighting: metodo di interpolazione spaziale che assegna pesi inversamente proporzionali alla distanza.
UTM32N — Universal Transverse Mercator, zona 32 Nord: sistema di coordinate cartografiche usato per l'Italia centro-settentrionale.
MSL — Mean Sea Level: altitudine riferita al livello medio del mare.
AGL — Above Ground Level: altezza sopra il livello del suolo.
CLC — Cloud Cover per model Level: copertura nuvolosa su ciascun livello verticale del modello.
CLDEPTH — Cloud Depth: indice di profondità nuvolosa del DWD (0–1), integrale verticale della copertura nuvolosa pesata per la pressione.
SVF — Sky View Factor: frazione di cielo visibile da un punto (1,0 = cielo completamente libero, meno in valli strette).
GTI — Global Tilted Irradiance: irraggiamento solare totale sulla superficie inclinata reale del terreno (W/m²).
GHI — Global Horizontal Irradiance: irraggiamento solare totale su superficie orizzontale (W/m²).
CAPI — Cold Air Pool Index: indice morfologico che misura la tendenza di un punto del terreno ad accumulare aria fredda.
MOS — Model Output Statistics: correzione statistica della previsione basata sul confronto sistematico con le osservazioni passate.
FWI — Fire Weather Index: indice canadese di pericolo incendio boschivo (Van Wagner 1987).
WBGT — Wet Bulb Globe Temperature: indice di stress termico usato per la sicurezza sul lavoro (ISO 7243).
ET0 — Evapotraspirazione di riferimento: fabbisogno idrico teorico di un prato in condizioni standard (Penman-Monteith).
WindNinja — Modello fluidodinamico open-source (USFS) per il downscaling del vento su terreni complessi.
UTCI — Universal Thermal Climate Index: indice di comfort termico a 210 termini polinomiali (Bröde et al. 2012).
THI — Temperature Humidity Index: indice di stress termico per il bestiame (NRC 1971).
GDD — Growing Degree Days: gradi-giorno di crescita, misura cumulativa del calore utile per le colture.
VPD — Vapor Pressure Deficit: differenza tra pressione di vapore di saturazione e reale, driver fisico dell'evaporazione.
LCL — Lifting Condensation Level: quota alla quale una particella d'aria sollevata adiabaticamente dal suolo raggiunge la saturazione e inizia a condensare formando una nube.
Koschmieder — Equazione della visibilità atmosferica (1924) che combina contributi di attenuazione (nebbia, precipitazione, aerosol) tramite somma reciproca degli inversi: 1/Vtot = Σ 1/Vi.
Fuzzy logic — Logica che ammette gradi di verità intermedi tra "vero" e "falso" (valori in [0,1]). Usata qui per diagnosticare la probabilità di nebbia combinando condizioni parziali invece di soglie binarie.
FAO-56 — FAO Irrigation and Drainage Paper n° 56 (Allen et al. 1998): documento di riferimento mondiale per il calcolo dell'evapotraspirazione di riferimento ET0 con equazione Penman-Monteith.
ASCE-PM — American Society of Civil Engineers Penman-Monteith (ASCE 2005): formulazione standardizzata della PM con costanti per short reference crop (h=0,12 m) o tall (h=0,50 m).

Cos'è il downscaling e perché serve

I modelli meteorologici numerici come ICON-CH1-EPS simulano l'atmosfera su una griglia regolare. ICON-CH1-EPS ha una risoluzione di circa 1 km: ogni cella rappresenta un quadrato di 1 km di lato, con un'unica quota media che "liscia" il terreno reale. Per San Marino, dove in meno di 1 km si passa dai 50 m della pianura ai 750 m di Monte Titano, questa approssimazione può causare errori importanti nella previsione.

Il downscaling ICON-CH1-DS-SM trasforma le previsioni dalla griglia originale a 1 km a una griglia a 90 m di risoluzione, utilizzando un modello digitale del terreno (DEM) ad alta risoluzione e diverse correzioni fisiche. Il risultato è una previsione che "vede" le valli, le creste, i versanti esposti al sole e quelli in ombra.

Panoramica del sistema

ProprietàValore
Modello sorgenteICON-CH1-EPS (MeteoSwiss, Svizzera)
Risoluzione sorgente~1 km (griglia icosaedrica, ~1,15 milioni di punti)
Risoluzione target90 m (griglia regolare UTM32N)
DominioSan Marino e dintorni (~30 × 40 km)
Orizzonte previsionale0–33 ore (fino a 45 ore per il ciclo delle 03 UTC)
AggiornamentoOgni 3 ore (cicli 00, 03, 06, 09, 12, 15, 18, 21 UTC)
Mappe prodotte DS-SM 90 m48 in 7 settori (parametri fisicamente downscalabili via DEM)
Mappe prodotte ICON-CH1-EPS nativo23 aggiuntive in 6 settori (diagnostica convettiva + livelli pressione, ensemble 11 membri)
Formato outputWebP lossless (migrazione PNG→WebP completata 18 aprile 2026)

Parametri diretti (downscalati dalla griglia ICON)

ParametroUnitàMetodo di downscaling
Temperatura a 2 m°CCorrezione altimetrica con gradiente termico locale (9 correzioni fisiche)
Punto di rugiada a 2 m°CGradiente termico ridotto (−1,8 °C/km)
Umidità relativa%Derivata da temperatura e punto di rugiada (formula di Magnus)
Vento medio a 10 mkm/hWindNinja: modello fluidodinamico che simula l'effetto del terreno sul flusso d'aria
Direzione del vento°WindNinja: deviazione del flusso attorno a creste, valli, selle
Raffica massimakm/hModello di raffica Beljaars (1987) / Schulz (2008) applicato al vento WindNinja
Altezza nevecmGradiente altimetrico positivo (più neve in quota)
Irraggiamento solare GTIW/m²Modello fisico a 3 componenti (diretta + diffusa + riflessa)
Irraggiamento solare GHIW/m²Ombre orografiche + fattore di vista del cielo
Precipitazione orariamm/hInterpolazione spaziale dalla griglia ICON (IDW)
Precipitazione cumulatammAccumulo progressivo dall'inizio della previsione
Tipo di precipitazioneClassificazione basata sul profilo di temperatura wet-bulb

Parametri derivati, organizzati per settore d'impiego

GEN — Meteo base (uso generale)

ParametroFormula / Metodo
Temperatura apparenteWind Chill (Osczevski 2005) sotto 10 °C + Heat Index (NWS Rothfusz) sopra 27 °C
Tmin rolling 24 hMinimo delle ultime 24 ore di T2m downscalato (ring buffer). Mostra le sacche di gelo a 90 m. Raggruppata con T2m nel segmented control "ist / min 24h / max 24h" del frontend
Tmax rolling 24 hMassimo delle ultime 24 ore di T2m downscalato
Escursione termica 24 hTmax − Tmin dalle 24 h rolling. Rilevante per qualità viticola (polifenoli)
Temperatura bulbo umidoEquazione psicrometrica WMO (Newton-Raphson, Buck 1981), corretta per pressione locale da DEM. Precisione < 0,001 °C
Zero termicoQuota alla quale la temperatura raggiunge 0 °C (dal gradiente locale)
Base nubi (LCL) [novità 2026-04-18]Altezza base nubi s.l.m. per pixel, calcolata con formula di Bolton (1980) eq. 22 da T2m e Td2m downscalati: TLCL = 1/[1/(Td−56) + ln(T/Td)/800] + 56, poi hLCL = cp(T−TLCL)/g. Accuratezza ±0,1 K
Cella nella nube [novità 2026-04-18]Flag binario: pixel con quota DEM ≥ LCL_MSL e CLCT ≥ 50% sono fisicamente immersi nella nube. Colormap rosso semi-trasparente (alpha 60%) per evidenziarle su un territorio dove la cresta del Monte Titano (749 m) emerge spesso sopra valli a 200–400 m

PRP — Precipitazione e neve (viabilità, turismo montano)

ParametroFormula / Metodo
Neve fresca 1 hVariazione oraria della neve al suolo, corretta per altitudine
Neve fresca cumulataAccumulo progressivo dall'inizio della previsione
Quota neve a 90 mConfronto quota neve prevista (wet-bulb, Matsuo 1981) con DEM: pioggia / transizione / neve

AGR — Agricoltura e zootecnia

ParametroFormula / Metodo
ET0 (evapotraspirazione)Penman-Monteith ASCE oraria standard (radiazione piatta)
ET0 aspect-corrected [novità 2026-04-18]FAO-56 / ASCE-PM hourly (Allen et al. 1998 eq. 6) ma con radiazione netta calcolata dal GTI downscalato 90m (rad_gti include aspect+slope+ombre+anisotropia). Il termine radiativo Rn = (1−α)·rad_gti + athb_s ICON. Risultato: versante sud +30 a +50% ET0 vs nord, fondovalle mattutino −30% in presenza di inversione
Rischio brinaTemperatura minima + ristagno aria fredda + stabilità atmosferica
Bagnatura fogliareModello Sentelhas (umidità, precipitazione, punto di rugiada)
Condizioni irrorazioneComposito vento < 15 km/h, 5–35 °C, RH 40–95%, no pioggia → 4 classi
Temperatura suoloT_SO dal modello, interpolata a 90 m (livello superficiale)
Potenziale essiccazioneBasato su VPD (70%) + vento (30%). Corretto per Clausius-Clapeyron (Penman 1948)
THI (stress bestiame)0,8×T + RH×(T−14,4)/100 + 46,4 (NRC 1971). Soglie: 72 lieve, 78 moderato, 84 grave

NRG — Energia e radiazione

ParametroFormula / Metodo
Resa fotovoltaicoGTI con efficienza variabile in funzione della temperatura del pannello

SAF — Sicurezza e comfort (lavoro, turismo, droni)

ParametroFormula / Metodo
WBGT al soleBilancio energetico globo nero (Liljegren et al. 2008)
WBGT all'ombraCome sopra, senza radiazione diretta
Allerta caloreSoglie esposizione lavorativa ISO 7243 su WBGT
UTCI al solePolinomio completo a 210 termini (Bröde et al. 2012), Tmrt da GHI (Matzarakis 2010)
UTCI all'ombraStesso polinomio con Tmrt = T (senza radiazione diretta). Confronto sole/ombra a 90 m
Rischio ghiaccio stradaleT superficie proxy + umidità + vento, 4 livelli (0 = nessuno, 3 = certo). Correzione raffreddamento radiativo notti calme
Indice UVDa radiazione CAMS + fattore altitudine
Nebbia a 90 m (legacy)Immersione nella nube: confronto ceiling MSL con DEM (dall'analisi CLC su 80 livelli modello)
Nebbia radiativa [novità 2026-04-18]Probabilità [0–1] di nebbia di irraggiamento notturno. Fuzzy logic (Tag & Peak 1996): media geometrica di 6 membership smooth_step su {notte, vento calmo, RH > 95%, cielo sereno, CAPI > 0, Tsuperficie ≤ Td}. Il CAPI a 90 m identifica i fondovalle dove l'aria fredda ristagna
Nebbia di versante [novità 2026-04-18]Probabilità [0–1] di nebbia orografica (upslope). Fuzzy logic su 4 condizioni: LCLMSL ≤ quota DEM (la nube intercetta il pendio), CLCL ICON > 10%, vento 2m > 0,5 m/s, componente upslope cos(wdir − aspect) > 0. Distingue la nebbia di versante dalla nebbia di fondovalle
Visibilità (m) [novità 2026-04-18]Visibilità orizzontale al suolo [m], combinazione di 3 contributi via equazione di Koschmieder: 1/Vtot = 1/Vfog + 1/Vprecip + 1/Vaerosol. Vfog da Gultepe et al. (2006) eq. 8 (applicata solo a RH ≥ 80%), Vprecip da Stoelinga & Warner (1999) distingue rain da snow, Vaerosol = 30 km baseline. Boost fog_radiative: quando la probabilità di nebbia è alta, Vfog viene ridotto fino al 50% per compensare errori di downscaling sulla saturazione locale

FIR — Incendi boschivi (protezione civile)

ParametroFormula / Metodo
FWI (pericolo incendio)Sistema canadese completo (Van Wagner 1987)
ISI (propagazione)Velocità iniziale di propagazione del fuoco
FFMC (umidità lettiera)Contenuto di umidità della lettiera fine

CNV — Convezione (parametri con valore aggiunto orografico 90 m)

ParametroFormula / Metodo
CAPE Surface-Based (J/kg)Energia potenziale convettiva disponibile con parcel T2m/Td2m locali downscalati 90 m. Alta sui versanti sud riscaldati (riscaldamento differenziale), bassa nei fondovalle freddi mattutini (inversione termica). Integrale pseudoadiabatico con conservazione θe Bolton 1980 eq. 38, Tv correction ovunque. Unico CAPE che beneficia realmente del downscaling 90 m (stato termodinamico iniziale varia per pixel grazie a T2m/Td2m 90 m).
CIN Surface-Based (J/kg)Energia di inibizione convettiva del parcel superficiale: rappresenta quanto forzante dinamico (fronte, convergenza) serve per innescare la convezione. Alta nelle ore notturne con inversione, bassa dopo riscaldamento pomeridiano.
Nota migrazione aprile 2026: CAPE Most-Unstable, CIN Most-Unstable, LFC, EL, BRN (precedentemente in questo settore) sono stati migrati al modello ICON-CH1-EPS nativo a 1 km, dove girano su ensemble 11 membri con statistiche mean/spread/prob e coprono Alpi+Europa centrale. La motivazione: questi parametri dipendono dal profilo verticale ICON che varia su scala chilometrica, non sub-chilometrica — il downscaling a 90 m non aggiungeva informazione fisica, producendo solo mappe monocromatiche “Voronoi 1 km”. Vedi la sezione in fondo al documento.

Come funziona: le correzioni fisiche

Il cuore del sistema è una catena di correzioni che trasformano il valore a 1 km nel valore a 90 m. Ogni correzione aggiunge un'informazione fisica che il modello originale non risolve.

1. Interpolazione IDW (base)

Ogni pixel a 90 m riceve un valore interpolato dai 4 punti ICON più vicini, pesati per l'inverso della distanza al quadrato. Questo produce un campo liscio — la stessa temperatura per il fondovalle e per la cresta.

2. Correzione di quota (gradiente termico atmosferico)

La temperatura diminuisce con la quota, ma non in modo costante: il gradiente varia nello spazio e nel tempo. Per la temperatura a 2 m, il sistema calcola il gradiente direttamente dal profilo verticale del modello: la regressione lineare della temperatura sui 5 livelli più bassi (da ~50 a ~500 m sopra il suolo) fornisce il gradiente atmosferico puro, senza contaminazione da effetti di superficie. Questo gradiente viene poi applicato alla differenza di quota tra il DEM a 90 m e l'orografia del modello:

T_90m = T_interpolata + gradiente_atmosferico × (quota_DEM − quota_modello)

Il vantaggio di usare il profilo verticale anziché la regressione spaziale (metodo precedente, basato su 12 punti ICON vicini a quote diverse) è che separa nettamente la componente atmosferica da quella superficiale (uso del suolo, esposizione, ristagno freddo), evitando il doppio conteggio con le correzioni 4–7 che correggono specificamente gli effetti di superficie.

Se i dati del profilo verticale non sono disponibili, il sistema ricade automaticamente sulla regressione spaziale a 12 vicini.

3. Inversioni termiche (correzione non lineare del profilo)

Nota importante: questa correzione è aggiuntiva rispetto al gradiente lineare del passo 2, non alternativa. Il passo 2 applica un gradiente costante (ad esempio −6,5 °C/km) lungo tutta la colonna d'aria. Ma in realtà il profilo termico reale non è mai perfettamente lineare: nelle notti serene si formano inversioni — strati dove la temperatura aumenta con la quota.

Per catturare queste strutture, il sistema usa i dati di temperatura ai 21 livelli verticali più bassi del modello (dal suolo fino a ~2000 m) per ricostruire il profilo reale. Poi calcola la differenza tra ciò che dice il profilo reale e ciò che dice il gradiente lineare già applicato al passo 2:

ΔT = T_profilo_reale(quota_DEM) − T_gradiente_lineare(quota_DEM)

Questa differenza è zero quando il profilo è effettivamente lineare (nessuna correzione aggiuntiva), e diventa significativa solo in presenza di inversioni o strati isotermi. Può valere fino a +5 °C nelle valli in condizioni di inversione notturna.

In sintesi: il passo 2 stabilisce la pendenza media del profilo, il passo 3 ne corregge le deviazioni.

Riferimenti: Whiteman (2000), Sheridan et al. (2014), Lundquist et al. (2008).

4. Ristagno di aria fredda (Cold Air Pooling)

Le valli strette e i fondovalle accumulano aria fredda per gravità: l'aria più densa scivola verso il basso lungo i pendii (flusso catabatico). L'intensità del fenomeno dipende dalla morfologia del terreno (indice CAPI, pre-calcolato dal DEM) e dalla stabilità dello strato limite atmosferico (flusso di calore sensibile dal modello). Quando lo strato è stabile (aria più calda sopra aria più fredda), il ristagno si intensifica.

Riferimenti: Holden et al. (2011), Lundquist et al. (2008).

5. Modulazione notturna con la radiazione infrarossa

Il raffreddamento radiativo a onda lunga (la radiazione infrarossa emessa dalla superficie verso lo spazio) controlla l'intensità del ristagno freddo notturno. In notti serene, la superficie perde molto calore per irraggiamento (−100 W/m²) e il ristagno freddo si amplifica del 50%. In notti nuvolose, le nubi restituiscono parte della radiazione (−20 W/m²) e il ristagno si riduce al 30%.

6. Riscaldamento solare differenziale

L'irraggiamento solare varia enormemente a 90 m: un versante esposto a sud riceve fino a 5 volte più energia di un fondovalle in ombra. Il sistema calcola l'anomalia di irraggiamento rispetto alla media del dominio e la converte in differenza di temperatura. L'effetto è attenuato gradualmente nelle celle immerse nella nube, in base allo spessore ottico della copertura nuvolosa (indice CLDEPTH).

Riferimenti: Barry & Hall (1982), Foley et al. (2003).

7. Inerzia termica (uso del suolo)

Superfici diverse rispondono diversamente al riscaldamento e al raffreddamento: l'urbano si scalda e si raffredda velocemente, il bosco attenua le escursioni, l'acqua stabilizza la temperatura. Il sistema usa la carta dell'uso del suolo CORINE Land Cover a 100 m per modulare l'effetto della temperatura superficiale prevista dal modello.

Riferimenti: Oke (1987), Stull (1988).

8. Immersione nella nube

Novità 2026. Il sistema calcola l'altezza della base delle nubi (ceiling) dalla copertura nuvolosa su 80 livelli verticali del modello e la confronta con il DEM a 90 m. Se la quota del terreno supera la base della nube, quel pixel si trova dentro la nube.

La base delle nubi è un campo atmosferico che varia lentamente nello spazio (su scala chilometrica), quindi si presta bene all'interpolazione da 1 km a 90 m. La variabilità del terreno è catturata interamente dal DEM ad alta risoluzione: il sistema distingue una cresta che emerge dalla nube da una valle che ne è immersa.

Effetti sulle celle immerse:

L'algoritmo per il calcolo del ceiling è identico a quello utilizzato dal servizio meteorologico tedesco (DWD) nel modello ICON: la base della nube corrisponde al primo livello dal basso in cui la copertura nuvolosa supera il 50%.

9. Downscaling del vento (WindNinja)

Il campo di vento è downscalato con WindNinja, un modello fluidodinamico sviluppato dal Servizio Forestale degli Stati Uniti (USFS) specificamente per simulare il flusso d'aria su terreni complessi. WindNinja risolve le equazioni del moto su una griglia tridimensionale ancorata al DEM a 90 m, producendo velocità e direzione del vento che riflettono la canalizzazione nelle valli, l'accelerazione sulle creste e le deviazioni attorno ai rilievi.

Le raffiche vengono stimate applicando al campo di vento medio il modello di Beljaars (1987) nella formulazione adottata da ICON (Schulz 2008), che calcola un fattore di raffica in funzione della rugosità del terreno.

10. Downscaling solare (3 componenti)

Il modello solare a 90 m è il componente più sofisticato. Separa la radiazione in tre contributi fisici:

Componente diretta: il raggio solare diretto, attenuato dalle ombre del terreno. Le ombre sono calcolate con angoli d'orizzonte pre-computati su 72 direzioni e fino a 18 km di distanza, con transizione graduale (penombra ±0,5°) per evitare ombre binarie irrealistiche.

Componente diffusa: la luce diffusa dal cielo, calcolata con il modello Hay-Davies (1980). Distingue tra componente isotropica (cielo uniforme) e circumsolare (concentrata attorno al disco solare). È pesata per il fattore di vista del cielo (SVF): in un fondovalle stretto il cielo visibile è ridotto, quindi la radiazione diffusa è minore.

Componente riflessa: la luce riflessa dal terreno circostante, con trattamento anisotropo (il versante illuminato dal sole riflette di più del versante in ombra). L'albedo (la capacità di riflessione della superficie) varia con il mese e l'altitudine: da 0,18 per erba e roccia a 0,55 per neve invecchiata.

11. Base nubi (LCL, Bolton 1980) — novità 2026-04-18

L'LCL (Lifting Condensation Level) è la quota alla quale una particella d'aria sollevata dal suolo raggiunge la saturazione. Fisicamente corrisponde alla base inferiore delle nubi cumuliformi (stratocumuli, cumuli) generate per convezione termica. A differenza del metodo "ceiling" del passo 8 (che usa la copertura nuvolosa su 80 livelli ICON), l'LCL calcolato localmente può essere più basso di 100–500 m nei fondovalle freddi umidi, catturando strutture che ICON a 1 km non risolve.

La formula di Bolton (1980) eq. 22 è un'approssimazione empirica con accuratezza ±0,1 K, calcolata da T2m e Td2m già downscalati a 90 m (quindi include lapse rate locale e inversioni ML):

T_LCL [K] = 1 / [1/(T_d − 56) + ln(T/T_d)/800] + 56
h_LCL_AGL = c_p · (T − T_LCL) / g    (c_p = 1005,7 J/kg/K, g = 9,81 m/s²)
LCL_MSL = h_LCL_AGL + z_DEM

Il flag cloud_in_cloud combina LCL_MSL con il DEM a 90 m e con la copertura nuvolosa ICON (CLCT ≥ 50%): restituisce 1 dove il terreno supera l'altezza base nubi e c'è effettiva copertura. Questo è il parametro più utile per il Monte Titano (749 m): permette di distinguere "cresta nella nube" da "valle sotto la nube". Visualizzazione: rosso semi-trasparente (alpha 60%) per lasciare visibile il terreno sottostante.

Riferimento: Bolton D. (1980). The computation of equivalent potential temperature. Mon. Weather Rev. 108, 1046–1053.

12. Split del parametro "nebbia" in radiativo vs di versante — novità 2026-04-18

Il vecchio parametro fog monolitico (basato su immersione nella nube) non distingueva tra due fenomeni fisicamente molto diversi, che richiedono condizioni e previsioni diverse:

Il downscaling a 90 m è particolarmente adatto a distinguerli: l'indice CAPI morfologico (Holden et al. 2011) identifica precisamente i fondovalle, l'aspect del DEM determina se un versante è esposto al vento, e la combinazione LCL + DEM dà la quota di intercettazione della nube per-pixel.

Il metodo usa fuzzy logic (Tag & Peak 1996): ogni condizione è valutata con una "membership function" smooth_step che restituisce un grado di adesione in [0,1], e la probabilità finale è la media geometrica dei gradi:

fog_radiative = (μ_notte · μ_calma · μ_umidità · μ_cielo_sereno · μ_CAPI · μ_saturazione)^(1/6)
fog_slope     = (μ_intercetto · μ_CLCL · μ_vento_advettivo · μ_upslope)^(1/4)

Riferimenti: Whiteman C.D. (2000) Mountain Meteorology cap. 6, Oxford Univ. Press. Tag P.M., Peak T.E. (1996) Machine learning of maritime fog forecast rules. J. Appl. Meteorol. 35, 714–724.

13. Visibilità Gultepe 2006 + RUC — novità 2026-04-18

La visibilità orizzontale in metri è calcolata combinando tre contributi fisici tramite l'equazione di Koschmieder (1924):

1/V_tot = 1/V_fog + 1/V_precip + 1/V_aerosol

Vfog dalla formula empirica di Gultepe et al. (2006) eq. 8, validata dal progetto FRAM-L (Fog Remote sensing and modeling):

V_fog [km] = 41,66 · RH^(-0,7155) · exp(-0,0024 · C)

con RH in % e C = intensità precipitazione in mm/h. Applicata solo per RH ≥ 80% (regime fog), altrove Vfog → ∞.

Vprecip dal modello RUC (Rapid Update Cycle) di Stoelinga & Warner (1999), che distingue pioggia da neve:

V_rain = 1,1 · P^(-0,75) [km]
V_snow = 1,0 · P^(-1,00) [km]

Vaerosol è una costante (30 km) che rappresenta l'attenuazione dovuta a polveri e aerosol in aria relativamente pulita (rural background).

Boost fog_radiative: quando la diagnosi fuzzy del passo 12 dà alta probabilità di nebbia radiativa, la Vfog viene ridotta fino al 50% (V_fog_boosted = V_fog · (1 − 0,5 · prob_nebbia)). Questo compensa il caso in cui l'RH2m downscalato non cattura esattamente la saturazione (es. errore Td dell'ordine di 1–2 K) ma le altre condizioni fisiche indicano chiaramente la presenza di nebbia.

Unità di misura: metri (standard WMO, coerente con AROME-PI nowcasting). Range fisico: da 20 m (nebbia fittissima) a 50 km (aria limpidissima). I valori interni del modello sono calcolati in km e convertiti in metri per coerenza con le altre mappe di visibilità del sito.

Riferimenti: Gultepe I. et al. (2006) Pure Appl. Geophys. 164, 1121–1159. Stoelinga M., Warner T. (1999) J. Appl. Meteorol. 38, 385–404. Koschmieder H. (1924) Theorie der horizontalen Sichtweite. Beitr. Phys. Atmos. 12.

14. CAPE/CIN Surface-Based pseudoadiabatico — novità 2026-04-18, riorganizzato 2026-04-20

Questo passo descrive ora solo la parte che resta in DS-SM 90 m, ovvero il CAPE/CIN Surface-Based (SB). Le varianti Most-Unstable (MU), LFC, EL sono state migrate al modello ICON-CH1-EPS nativo a 1 km (vedi sezione “ICON-CH1-EPS Convection Diagnostics” in fondo).

Il CAPE (Convective Available Potential Energy) e il CIN (Convective INhibition) misurano rispettivamente la quantità di energia che un’ascesa convettiva può liberare e quella che deve essere vinta prima dell’innesco. Il valore aggiunto del downscaling 90 m per il Surface-Based sta nel parcel iniziale: i fondovalle freddi mattutini hanno CAPE fortemente ridotto e CIN amplificato rispetto ai versanti sud già riscaldati dal sole. ICON a 1 km media questi contrasti; il DS-SM a 90 m li risolve pixel per pixel grazie a T2m/Td2m downscalati ai quali il parcel aderisce.

Il parcel ambientale sopra il suolo (profilo T + QV ai livelli modello 60–80) è lo stesso per tutto il dominio San Marino (~10×7 km) — varia poco a scala sub-kilometrica. Il metodo “B-lite” usa un profilo per ogni pixel ICON nativo (~1 km) e associa ogni pixel DEM 90 m al pixel ICON più vicino (nearest-neighbor via KDTree in coordinate WGS84). Questa scelta scala naturalmente a domini più grandi (es. Romagna, 80×60 km, dove il gradiente sinottico tra costa Adriatica e crinale Appennino richiede profili distinti).

Due tipologie di parcel:

Ascesa del parcel — pseudoadiabatica WMO:

Integrazione:

CAPE = g · ∫(LFC → EL) (Tv_parcel − Tv_env) / Tv_env dz    [positivo, J/kg]
CIN  = g · ∫(start → LFC) (Tv_env − Tv_parcel) / Tv_env dz dove buoyancy < 0

L’LFC (Level of Free Convection) è il primo crossing dove il parcel diventa più caldo dell’ambiente, interpolato linearmente tra i due livelli adiacenti. L’EL (Equilibrium Level) è l’ultimo crossing dove il parcel torna negativo (non il primo, per non fermarsi a oscillazioni minori della curva): questo allinea il nostro calcolo con SPC e MetPy.

La pressione ai livelli ambientali è calcolata dalla formula ISA standard dalle altezze HHL (già disponibili). L’uso di P ICON effettiva (già scaricato, non ancora usato qui) è previsto come miglioramento successivo: ridurrebbe l’errore su CAPE di ~50 J/kg in anticicloni/cicloni estremi.

Output DS-SM 90 m: 2 mappe in categoria CNV — cape_sb, cin_sb (le uniche dove il downscaling 90 m ha valore fisico reale grazie ai parcel T2m/Td2m downscalati).

Test fisici: 9 test pytest validano contro valori pubblicati: sounding analitico Weisman-Klemp (1982) con CAPE ~2200 J/kg riprodotto entro ±400 J/kg; inversione superficiale notturna con CIN > 30 J/kg; aria secca stabile con CAPE = 0; parcel elevato con MU_CAPE sensibilmente maggiore di SB_CAPE.

Riferimenti: Bolton D. (1980) Mon. Weather Rev. 108, 1046–1053 (θe eq. 38, T_LCL eq. 21/22). Emanuel K.A. (1994) Atmospheric Convection, Oxford Univ. Press. Weisman M.L., Klemp J.B. (1982) Mon. Weather Rev. 110, 504–520 (sounding analitico per test). Doswell C.A., Rasmussen E.N. (1994) Weather Forecasting 9, 625–629 (Tv correction).

15. ET0 aspect-corrected (FAO-56 con radiazione orografica) — novità 2026-04-18

L'evapotraspirazione di riferimento ET0 standard utilizza la radiazione globale orizzontale (GHI), trattando il terreno come un piano. Ma su un territorio con forte variabilità orografica come San Marino, la radiazione reale ricevuta da una coltura dipende fortemente dall'inclinazione e dall'esposizione del versante.

Il DS-SM ha già un modello solare a 3 componenti che produce il GTI (Global Tilted Irradiance): la radiazione effettiva su superficie inclinata reale, che include aspect, slope, ombre dell'orizzonte e riflessione anisotropa. La versione aspect-corrected dell'ET0 semplicemente sostituisce GHI con GTI nel bilancio radiativo della Penman-Monteith oraria (ASCE 2005 eq. 1):

ET0 = [0,408 · Δ · (R_n − G) + γ · (C_n/(T+273)) · u_2 · (e_s − e_a)]
      ---------------------------------------------------------------
                        Δ + γ · (1 + C_d · u_2)

R_n = (1 − α) · rad_gti + athb_s_ICON      (versione DS-SM)
R_n = (1 − α) · rad_ghi − R_nl                (versione standard piatta)

dove Δ è la pendenza della curva di saturazione (kPa/°C), γ la costante psicrometrica, Cn=37 e Cd=0,24 (diurno) o 0,96 (notturno) sono i coefficienti FAO-56 Tab. 1 per short reference crop. La pressione atmosferica è calcolata dalla quota DEM con formula ISA standard.

Il risultato è che nelle ore centrali della giornata:

Questa informazione è rilevante per la programmazione irrigua locale e per la gestione differenziata dei vigneti esposti diversamente (resa e qualità del grappolo).

Riferimenti: Allen R.G., Pereira L.S., Raes D., Smith M. (1998) FAO Irrigation and Drainage Paper 56, eq. 6. ASCE-EWRI (2005) Standardized Reference Evapotranspiration, Walter I.A. et al., eq. 1.

16. Cloud top + cloud thickness — migrato a ICON-CH1-EPS nativo (2026-04-20)

Parametri precedentemente in DS-SM, ora calcolati sul modello ICON-CH1-EPS nativo a 1 km (dove il profilo verticale CLC risiede fisicamente). Vedi “ICON-CH1-EPS Convection Diagnostics” in fondo. La descrizione tecnica del calcolo resta valida:

Due mappe diagnostiche derivate dal profilo verticale di copertura nuvolosa (CLC) ai 80 livelli modello ICON, già scaricato per il calcolo del ceiling (passo 8 “Immersione nella nube”).

Entrambe sono calcolate su cesta durante l'estrazione dei profili ICON (nessun GRIB aggiuntivo da scaricare: CLC già presente). Propagate dai pixel ICON 1 km ai pixel DEM 90 m via nearest-neighbor (B-lite), stessa logica delle altre diagnostiche ML.

Utilità operativa: aviazione VFR/IFR (quota sommità per decisione di volo), parapendio (rilevamento strati di convezione potenziale, termiche in sviluppo), turismo montano (previsione “mare di nubi” visibile dalle creste).

17. Pressione ICON effettiva nel gradiente Td — novità 2026-04-19

Il passo 2 (“Correzione di quota”) descrive come il gradiente verticale del punto di rugiada Td sia stato esteso dal metodo “12 vicini spaziali” al metodo verticale basato sull'umidità specifica QV ricostruita per ciascun livello modello (fix 18 aprile). La formula richiede la pressione ai livelli, che inizialmente era stimata con l'atmosfera standard ISA.

Dal 19 aprile il sistema scarica ed estrae anche la pressione effettiva ICON (shortName p) ai 31 livelli modello 50–80, già disponibile come variabile downloadata dal pacchetto STAC MeteoSwiss. La funzione compute_ml_lapse_rate_td() ora preferisce la pressione ICON effettiva se presente nel NPZ, con fallback automatico a ISA se assente.

Accuratezza attesa: +0.2 °C su Td in condizioni anticicloniche (P sfc > 1020 hPa) o cicloniche (P sfc < 990 hPa), dove lo scostamento da ISA (1013 hPa) ha effetto non trascurabile sul calcolo di e_vapor = P · QV / (ε + QV). In regime barometrico normale la correzione è marginale.

18. PWAT / TWATER — migrato a ICON-CH1-EPS nativo (2026-04-20)

Parametro precedentemente in DS-SM 90 m, ora fornito dal modello nativo come TWATER (Total Column Water, includes vapor + liquid + ice + precip): campo single-level nativo MeteoSwiss, disponibile per tutti 11 membri ensemble, zero calcolo custom. Vedi “ICON-CH1-EPS Convection Diagnostics” in fondo.

PWAT (Precipitable Water) è la quantità d'acqua totale presente nella colonna atmosferica verticale, espressa come altezza di acqua equivalente (mm). Se tutta l'umidità dell'atmosfera sopra un punto condensasse e precipitasse, PWAT sarebbe la pioggia totale teoricamente possibile.

PWAT = (1/g) · ∫sfctop QV dp   [kg/m² = mm con ρacqua=1000]

Discretizzazione trapezoidal sui 31 livelli modello 50–80:

PWAT = (1/g) · Σi 0.5 · (QVi + QVi+1) · |Pi − Pi+1|

Range tipici: 5–15 mm in inverno (aria fredda secca), 15–30 mm in estate mediterranea, > 40 mm solo in avvezioni umide sub-tropicali estreme (“atmospheric rivers”). PWAT è un indicatore chiave di intensità precipitativa potenziale: a parità di shear e CAPE, temporali con PWAT più alto producono più pioggia per unità di tempo.

Utilità: monitoring siccità atmosferica, confronto con osservazioni GNSS-PWAT (ZTD da ricevitori GPS), identificazione flussi umidi di origine marina. Mappa in categoria MSC, scala colormap BuPu (bianco = secco, viola scuro = umido).

Riferimento: AMS Glossary — Precipitable Water.

19. Wind shear + BRN + wind a quote pressione — migrato a ICON-CH1-EPS nativo (2026-04-20)

Parametri precedentemente calcolati in DS-SM 90 m (shear 0-1/0-3 km, BRN, wind @ 850 hPa), ora migrati al modello ICON-CH1-EPS nativo a 1 km — dove sono calcolati sui profili U/V multilivello di tutti 11 membri ensemble, abilitando mean/spread/probabilità. È stato aggiunto anche shear 0-6 km (deep-layer shear, utile per mesocicloni) e wind @ 500/700 hPa (jet stream, analisi sinottica). Vedi sezione finale.

Sfruttando il download di U/V (vento zonale/meridionale) ai 31 livelli modello 50–80, il sistema produce 5 nuove mappe diagnostiche per la previsione di temporali organizzati e per l'analisi del vento in quota.

Il forcing del vento al suolo è invariato: WindNinja CFD continua a ricevere come input U/V a 10 m ICON. Le nuove mappe sono diagnostiche pure aggiunte accanto alla pipeline esistente, non sostituiscono nulla.

Wind @ 850 hPa (modulo km/h + direzione °): il vento alla quota di circa 1500 m AGL, classico livello di riferimento meteorologico per l'analisi sinottica (fronti, avvezione termica). Calcolato per interpolazione log-pressione sui livelli modello. Utile per vedere la struttura del flusso atmosferico senza il disturbo dell'orografia presente nel vento a 10 m.

Bulk wind shear (m/s): modulo vettoriale della differenza di vento tra due quote sopra il suolo locale (AGL):

shearA→B = √((uB − uA)² + (vB − vA)²)

BRN (Bulk Richardson Number): indice dimensionale che misura il rapporto tra l'energia termodinamica convettiva (CAPE) e l'energia dinamica (shear):

BRN = CAPEMU / (0.5 · shear0−3km²)

Classificazione operativa (Weisman & Klemp 1982, NOAA SPC):

Il BRN combina CAPE_MU già calcolato nella mappa CAPE (passo 14) con il nuovo shear 0–3 km: zero costo aggiuntivo di estrazione. È classificato in categoria CNV (Convezione) perché è direttamente collegato alla previsione di temporali.

Scelte di design: (a) il profilo U/V ambientale è unico per pixel ICON 1 km e propagato via nearest-neighbor ai pixel 90 m (metodo B-lite, scalabile automaticamente al futuro dominio Romagna); (b) shear 0–6 km è volutamente non prodotto — il regime SPC-classico “deep-layer shear” richiederebbe livelli modello più alti (45 o inferiore) ed è poco rilevante per la convezione mediterranea/appenninica, più shallow-based; (c) lo Storm-Relative Helicity (SRH) è escluso perché richiede un vettore di moto della tempesta parametrico (Bunkers et al. 2000) che ha scarso valore discriminante alle nostre latitudini.

Riferimenti: Weisman M.L., Klemp J.B. (1982) Mon. Weather Rev. 110, 504–520 (BRN supercell regimes). Rasmussen E.N., Blanchard D.O. (1998) Weather Forecasting 13, 1148–1164 (parametri sondaggi convezione). NOAA SPC Mesoscale Analysis (shear operational).


Punti di forza

  1. Fisicamente motivato: ogni correzione ha una base fisica documentata da pubblicazioni scientifiche peer-reviewed, non è un adattamento statistico.
  2. Risoluzione del terreno reale: il DEM a 90 m cattura valli, creste, versanti e ombre che la griglia a 1 km non distingue.
  3. Adattivo nello spazio e nel tempo: gradiente termico, stabilità atmosferica, irraggiamento e immersione nelle nubi cambiano ad ogni ora previsionale.
  4. Vento fisicamente downscalato: WindNinja simula la fluidodinamica del terreno, non solo l'interpolazione.
  5. Consistenza con ICON: gli algoritmi per base delle nubi e nebbia sono identici a quelli del servizio meteorologico tedesco.
  6. Velocità: l'intero downscaling di 34 ore previsionali con 60 mappe si completa in ~180 secondi.
  7. Degradazione graduale: se un dato manca (copertura nuvolosa su livelli, profili verticali, radiazione), il sistema disabilita solo la correzione corrispondente senza bloccare la produzione.
  8. Test fisici automatizzati: oltre 64 test pytest validano le formule dei nuovi parametri (LCL, visibilità, ET0 aspect, fog split, CAPE/CIN, wind shear/BRN) contro valori di riferimento pubblicati (Bolton 1980 θe eq. 38, Weisman-Klemp 1982 sounding analitico CAPE ~2200 J/kg e BRN supercell regimes, FAO-56 Tab. 2.3/2.4, Gultepe 2006, Stoelinga-Warner 1999).
  9. Output uniforme WebP lossless: migrazione PNG→WebP completata 18 aprile 2026. Stessa qualità di PNG (lossless su colormap discrete), ma −30% dimensione file e decodifica hardware-accelerated sui browser moderni.

Limiti, punti di debolezza e sviluppi futuri

Limiti strutturali

  1. La precipitazione non è downscalata fisicamente. La precipitazione è interpolata dalla griglia a 1 km senza correzione altimetrica (a differenza della temperatura). La mappa mostra l'intensità oraria (mm/h) e l'accumulo progressivo (mm), ma senza l'effetto orografico locale (più pioggia sul versante sopravvento, meno sul sottovento).
    Sviluppo futuro: sfruttare il campo di vento WindNinja a 90 m per stimare il forzante orografico e applicare un fattore di correzione sopravvento/sottovento, seguendo approcci tipo PRISM (Daly et al. 1994) o modelli di sollevamento forzato (Smith & Barstad 2004). Prerequisito: validazione con dati pluviometrici locali.
  2. L'orografia del modello limita la risoluzione effettiva. Anche con il DEM a 90 m, la fisica atmosferica (trasporto, turbolenza) è simulata sulla griglia a 1 km. Il downscaling aggiunge la componente termodinamica legata al terreno, ma non la dinamica a piccola scala.
  3. Nessun feedback atmosferico. Il downscaling è unidirezionale: il terreno modifica la previsione, ma la previsione modificata non modifica a sua volta la circolazione. In un modello numerico a 90 m, ad esempio, la brezza di valle modificherebbe il campo di temperatura — qui no.
  4. WindNinja simula il vento medio, non la turbolenza. Le raffiche sono stimate con un modello parametrico, non simulate dinamicamente. In terreni molto frastagliati l'errore può aumentare.

Limiti delle correzioni

Nota 18 aprile 2026: la limitazione precedentemente elencata qui (gradiente del punto di rugiada stimato da 12 punti spaziali anziché dal profilo verticale) è stata risolta. Ora il sistema scarica l'umidità specifica QV ai livelli modello 60–80 e calcola Td ai livelli via QV + T + P_ISA, applicando la stessa regressione verticale usata per T. Vedi passo 2 in "Come funziona: le correzioni fisiche".

  1. L'albedo è stagionale, non dinamico. La neve fresca (albedo 0,80–0,90) non è distinta dalla neve invecchiata (0,55).
    Sviluppo futuro: utilizzare l'albedo previsto dal modello (alb_rad, già scaricato e mappato) per aggiornare la riflettività in tempo reale dopo ogni nevicata.
  2. Il ristagno freddo non è calibrato localmente. I coefficienti (ampiezza della correzione, normalizzazione del flusso di calore sensibile, modulazione infrarossa) sono basati sulla letteratura scientifica internazionale, non calibrati specificamente sulle valli sammarinesi.
    Sviluppo futuro: raccolta di almeno una stagione invernale di dati da stazioni in fondovalle e su cresta per calibrare i coefficienti del ristagno freddo con validazione leave-one-out.
  3. La transizione nube/sereno è graduale ma approssimata. La trasmittanza solare nelle celle immerse nella nube usa lo spessore ottico (CLDEPTH) come indicatore, non un modello completo di trasferimento radiativo.
    Sviluppo futuro: implementare un modello di trasmittanza parametrica basato su CLDEPTH con calibrazione sulle osservazioni di radiazione delle stazioni locali.
  4. Mancano gli indici cumulativi stagionali. Gradi-giorno di crescita (GDD), ore di freddo (chill hours), indice di Huglin e deficit idrico richiedono un accumulo dall'inizio della stagione vegetativa, che non può partire dall'inizio della previsione (33 ore).
    Sviluppo futuro: prodotto separato che inizializza i cumuli dalle osservazioni storiche della rete di stazioni (~15–20 stazioni nel dominio, interpolate a 90 m), poi estende con la previsione a breve termine. Richiede un pipeline analisi + previsione con carry-over giornaliero.

Validazione: come verificare se il downscaling migliora le previsioni

La domanda fondamentale: il downscaling a 90 m è più accurato della previsione originale a 1 km?

Cosa confrontare

ProdottoSiglaDescrizione
ICON-CH1-EPS grezzoRAWValore al punto griglia ICON più vicino (1 km)
Point Forecast con MOSPFPrevisione puntuale con correzione statistica (filtro di Kalman) basata sulle osservazioni passate della stazione
Downscaling 90 mDSValore dal pixel DS-SM più vicino alla stazione di validazione

Stazioni di validazione

Metriche

MetricaFormulaCosa misura
Bias (errore sistematico)media(previsione − osservazione)Se la previsione tende a sovrastimare o sottostimare
MAE (errore medio assoluto)media(|previsione − osservazione|)L'errore tipico in valore assoluto
RMSE (radice dell'errore quadratico medio)√(media((prev − oss)²))Penalizza gli errori grandi più di quelli piccoli
CorrelazionePearson(prev, oss)Quanto bene la previsione segue la variabilità osservata

Stratificazione (fondamentale!)

Il downscaling dovrebbe migliorare di più in certe condizioni. La validazione va suddivisa per:

Protocollo consigliato

  1. Periodo: minimo 30 giorni, idealmente 3 mesi che coprano condizioni diverse.
  2. Raccolta: per ogni ora e stazione, registrare osservazione + RAW + PF + DS.
  3. Calcolo metriche: per ogni stazione e per ogni sottocategoria (notte/giorno, valle/cresta, sereno/coperto).
  4. Test di significatività: il miglioramento è reale o potrebbe essere casuale? Usare il test di Diebold-Mariano (1995) sulle differenze di errore quadratico per verificare la significatività statistica.
  5. Caso critico: nelle notti con inversione termica (flusso di calore sensibile positivo, raffreddamento infrarosso < −60 W/m²), il downscaling deve mostrare il miglioramento maggiore. Se non lo fa, i coefficienti del ristagno freddo vanno ricalibrati.

Risultato atteso

CondizioneDownscaling migliore del modello originale?Perché
Notte serena, fondovalle, miglioramento forteRistagno freddo + inversione + modulazione infrarossa
Notte serena, cresta, moderatoInversione dal profilo verticale corregge il gradiente
Giorno soleggiato, versante sud, forteRiscaldamento solare differenziale (ombre, esposizione)
Giorno coperto, pianuraNo o minimoNessuna correzione attiva (il campo è già uniforme)
Nebbia in valle, moderatoImmersione nella nube (novità 2026)
Vento in terreno complessoWindNinja simula canalizzazione e accelerazione orografica
PrecipitazioneMinimoSolo interpolazione spaziale, senza correzione orografica

Il downscaling non dovrebbe peggiorare la previsione in nessuna condizione. Se lo fa, indica un errore nel codice o un coefficiente da ricalibrare.

Confronto con il Point Forecast (PF)


ICON-CH1-EPS Convection Diagnostics — novità aprile 2026

A partire dal 20 aprile 2026, la diagnostica convettiva “non-downscalabile a 90 m” è stata spostata dal dominio DS-SM 90 m al modello sinottico ICON-CH1-EPS nativo a 1 km, dove gira sull'intera area alpi-europa-centrale (~1800×1300 km) e sfrutta l'ensemble 11 membri per produrre statistiche probabilistiche (mean, spread, P>soglia).

Perché la migrazione

Il downscaling 90 m aggiunge valore fisico solo dove il DEM ad alta risoluzione influenza realmente il risultato: temperatura (gradiente + inversioni + CAPI), vento (WindNinja CFD), radiazione (aspect + ombre + SVF), CAPE Surface-Based (parcel T2m/Td2m locale).

I parametri che dipendono dal profilo verticale del modello (CAPE_MU con parcel elevato, LFC, EL, shear, BRN, PWAT, cloud_top da CLC ai 80 livelli, wind a quote pressione) variano sulla scala del km del modello madre — non sub-chilometrica. Il downscaling a 90 m produceva solo mappe monocromatiche tipo “celle Voronoi 1 km interpolate” senza informazione nuova. Portandoli sul modello nativo:

  1. Scala coerente: dati sinottici su griglia sinottica (1.15 milioni di celle icosaedriche ~1 km).
  2. Area estesa: copertura Alpi+Europa centrale invece del solo cluster San Marino. Utenti da Bolzano a Firenze vedono le stesse mappe.
  3. Ensemble probabilistico: 11 membri ICON-CH1-EPS abilitano automaticamente mean, spread, P(X>soglia) per parametri convettivi. Impossibile a 90 m (DS-SM ha solo ctrl). Questo è il vero salto qualitativo operativo per la previsione di temporali severi.

Parametri nativi MeteoSwiss aggiunti al download (Fase A)

Il catalogo ufficiale params_icon-ch1-eps.csv di MeteoSwiss elenca 64 parametri. Di questi, 9 rilevanti per convezione/moisture erano già calcolati da MeteoSwiss ma non scaricati dal nostro sistema. Sono stati aggiunti all'ensemble download (11 membri per ciascuno):

ParametroUnitàCategoriaDescrizione
LCL_MLm AGLCNVLifted Condensation Level (altezza base nube convettiva da mixed-layer parcel, calcolato da MeteoSwiss)
LFC_MLm AGLCNVLevel of Free Convection (altezza libera convezione, MeteoSwiss)
CAPE_MUJ/kgCNVConvective Available Potential Energy, most unstable parcel (ora in ensemble, già scaricato ma solo ctrl prima)
CIN_MUJ/kgCNVConvective Inhibition, most unstable parcel
SIKCNVShowalter Index (Showalter 1953): SI<0 instabile, SI<−3 severa
SLIKCNVSurface Lifted Index (Galway 1956): SLI<−4 temporali possibili, SLI<−8 severi
SDI_2s−1CNVSupercell Detection Index 2 (solo updrafts rotanti): > 0.003 regime supercella (Ramsay & Doswell 2005)
CEILINGmGENAltezza base nube più bassa (aviazione VFR/IFR)
TWATERkg/m²MSCTotal Column Water (vapor+liquid+ice+precip): proxy flash-flood potenziale. Sostituisce PWAT precedentemente ricalcolato da QV.
DBZ_850dBZPRPRiflettività radar a 850 hPa (~1500 m AGL): precipitazione attiva a bassa quota

Parametri calcolati da profilo modello (Fase B)

13 parametri derivati via nuovo modulo python/mapgen/convection_diagnostics.py, chiamato da batch_native_maps.py dopo il plot principale. Funzioni pure vectorized su 1.15 M celle icosaedriche. U/V multilivello sono ora scaricati per tutti 11 membri (abilitando shear/wind@P ensemble); T/QV/CLC/P multilivello restano solo sul membro ctrl.

ParametroCalcoloEnsembleCategoria
shear_0_1km|V(1 km AGL) − V(surface)| da U/V multilivello + HHL11 membriWND
shear_0_3km|V(3 km AGL) − V(surface)|11 membriWND
shear_0_6km|V(6 km AGL) − V(surface)| — deep-layer shear (mesocicloni)11 membriWND
brnCAPEMU / (0.5 · shear0-6km²). Regime supercellulare: 10-5011 membri (combinazione CAPE_MU × shear)CNV
elEquilibrium Level: integrazione CAPE parcel θe (Bolton 1980) → ultimo crossing sopra LFC_MLctrl-onlyCNV
wind_500hpa_mag, _dirInterpolazione log-lineare U/V multilivello alla quota con P=500 hPa (~5500 m)11 membriPL
wind_700hpa_mag, _dirIdem a 700 hPa (~3000 m)11 membriPL
wind_850hpa_mag, _dirIdem a 850 hPa (~1500 m)11 membriPL
cloud_top_mslMax altitudine con CLC > 50% dal profilo 80 livellictrl-onlyGEN
cloud_thicknesstop − base (gap-inclusive)ctrl-onlyCLD

Probabilità ensemble

Per ogni parametro ensemble-enabled, oltre a mean e spread (std dev) vengono calcolate probabilità P(X>soglia) o P(X<soglia):

Architettura

Cosa resta in DS-SM 90 m (parametri convettivi)

Solo i parametri dove il DEM 90 m aggiunge informazione fisica reale:

Cleanup effettuato (Task R1 — 2026-04-20)

Documento di design e plan implementativo: docs/superpowers/specs/2026-04-19-icon-ch1-eps-convection-diagnostics-design.md + docs/superpowers/plans/2026-04-20-icon-ch1-eps-convection-diagnostics-plan.md.


Riferimenti scientifici


Documento aggiornato il 2026-04-21. Sistema ICON-CH1-DS-SM v3.4 — 48 mappe DS-SM 90 m in 7 settori (solo parametri fisicamente downscalabili) + 23 mappe ICON-CH1-EPS nativo 1 km ensemble in 6 settori (diagnostica convettiva MeteoSwiss nativa + derivati U/V multilivello), UTCI completo 210 termini, gradiente ML atmosferico bi-variabile (T + Td con P ICON effettiva), cloud immersion, 5 pacchetti di parametri fisici DS-SM (LCL Bolton 1980, fog split fuzzy, visibilità Gultepe 2006 + RUC, ET0 aspect-corrected FAO-56, CAPE/CIN Surface-Based Bolton 1980), 1 modulo ICON-CH1-EPS nativo (convection_diagnostics: shear/BRN/EL/wind@P derivati). Output WebP lossless. Ensemble 11 membri per tutti i parametri convettivi chiave (CAPE_MU, LCL, LFC, SI, SLI, SDI_2, CEILING, TWATER, DBZ_850, shear, wind@P) con statistiche mean/spread/P>soglia.
meteo.sm